Finalmente si è caricata tutta la pagina e potete leggere questo post, ma sapete che mediamente si perdono 5 giorni all’anno a causa della lentezza del computer? Sembra incredibile, ma un’analisi condotta da SanDisk conferma proprio questa triste verità: sono ben cinque ogni anno, quindi quasi trecento in una vita, i giorni sprecati in attesa che appaia la schermata desiderata sul pc. Vi sembrano tantissimi? Sempre meno del tempo passato a fissare i fanalini dell’auto ferma in coda davanti a noi.  Nel traffico, infatti, lasciamo fino a tre anni di vita, calcolando, come ha fatto un’indagine realizzata da TomTom, una media di 15 giorni all’anno, somma di almeno 75 minuti quotidiani. E mentre si è in coda le regole della sicurezza stradale imporrebbero di non dare neppure una sbirciatina a smartphone e tablet, ma per molti è una tentazione troppo forte. Tanto forte che almeno il 56% degli adulti arriva a trascorrere davanti a uno schermo ben 23 anni (!) nel corso della propria esistenza. Lo schermo di computer, tablet, televisori e smartphone diventa così troppo spesso più familiare di quello di amici e parenti.

 In una vita passiamo oltre tre anni nel traffico e 23 anni davanti allo schermo di un pc o di uno smartphone

Uomini e donne, però, non impiegano in egual modo il proprio tempo: mentre il gentil sesso, infatti, può dedicare fino ad otto anni della propria vita allo shopping, con sessioni annuali medie di 399 ore e 46 minuti, gli uomini, in particolare quelli di età compresa tra i 18 e i 50 anni, si perdono nell’ammirazione delle curve femminili. I maschi adulti riservano a questa attività almeno 43 minuti della propria giornata, passando, quindi, in contemplazione delle donne almeno 140 giorni della propria esistenza.

 Nelle attività di picking solo il 15% del tempo è dedicato al prelievo

Al di là delle curiosità avere consapevolezza di come si trascorre il proprio tempo può aiutare a darmi maggior valore e trovare nuovo spazio per seguire le proprie passioni e interessi. In logistica vale la stessa regola. Nella gestione della supply chain, una delle voci di spesa più rilevanti è rappresentato dal costo della manodopera. Sul totale di questo costo, mediamente le attività di picking hanno una forte incidenza, fino del 42%. Osservando da vicino l’attività di un addetto al picking, però, risulta evidente come le operazioni di prelievo non occupano che il 15% del tempo impiegato complessivamente, mentre il resto è disperso negli spostamenti, nel reperimento della locazione e nella verifica della congruità delle referenze da prelevare. Uno spreco irrimediabile? Decisamente no, ma è indispensabile cambiare completamente le logiche di prelievo. Con un’organizzazione goods-to-man in cui è la merce ad andare verso l’operatore, e non viceversa, tutto il tempo lavoro del pickerista è dedicato al prelievo, con un aumento esponenziale della produttività. L’investimento in una soluzione di automazione come un magazzino verticale a piani rotanti o un magazzino automatico a carosello si trasforma, quindi, nella rivalutazione dell’investimento fatto in risorse umane che possono così operare in modo più ergonomico ed efficace, a tutto vantaggio di produttività e redditività. E lasciare così tempo a ulteriore innovazione.


 

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