Un miliardo e 300 milioni di persone: se il popolo di e-shoppers fosse una nazione sarebbe paragonabile a livello mondiale a giganti come Cina e India. Gli appassionati di e-commerce, invece, sono ovunque tra noi, siamo noi. Un popolo globalizzato in continua crescita che genera ogni anno un giro di affari pari a 2.640 miliardi di dollari – tra beni e servizi in quota quasi paritaria – con un portafoglio per ciascun acquirente di poco più di duemila dollari. Ancora una piccola fetta, il 7% degli acquisti totali nel mondo, ma una fetta in continua crescita e sempre più golosa, con incrementi a doppia cifra percentuale anno su anno.

Campioni di click nel mondo sono i cinesi che spendono ogni anno più di 700 miliardi di dollari, seguiti a ruota dagli statunitensi che superano quota 595 miliardi. Gli e-shoppers europei, nella loro totalità, tallonano stretto gli acquirenti d’oltreoceano con uno scontrino finale di 510 miliardi di dollari, gonfiato dalle spese degli anglosassoni – con 174 miliardi di dollari – ma con un buon contributo anche dall’Italia dove con il web si fa shopping per più di 18 miliardi di dollari.

Gli e-shoppers sono 1,3 miliardi di persone a livello globale

Cosa si trova nel carrello virtuale degli europei? Gonne, giacche, cinture, stivali e infradito: sono i capi fashion a dominare le wishinglist degli appassionati di shopping online e generano ogni anno un giro d’affari di quasi 80 miliardi di euro, più del 30% del totale dei beni acquistati. È questo un trend che fa molto bene al settore abbigliamento, in particolare alla categoria del lusso, dove l’e-commerce consegue performance molto superiori a quelle del mercato: se l’offline, infatti, cresce mediamente del 7% annuo, l’online supera il +27%, pur rappresentando ancora solo il 6% dei 224 miliardi di euro del settore in Europa.

In Italia il popolo degli e-shopper è raddoppiato negli ultimi 5 anni, passando dai 9 milioni del 2011 ai 18 del 2016 – in base ai dati elaborati da Netcomm nel suo ultimo studio dedicato al fashion – e anche il nostro Paese si conferma amante della moda: i beni fisici più acquistati, infatti, sono abbigliamento (38%) e calzature (30%). Non è, però, un gioco che si trincera dietro uno schermo, ma si nutre di multicanalità: anche in Italia i negozi sono entrati nel gioco del digitale con l’8,6% dei 30.000 punti vendita che danno la possibilità di ritirare un prodotto acquistato online o prenotare online un prodotto disponibile al momento nel punto vendita.

In Europa quasi un acquisto online su tre è fashion

Un impegno davvero importante che per essere mantenuto necessita a monte di una catena logistica efficace. Sia che l’acquirente si trovi sul divano della propria casa sia che passeggi tra i manichini in un negozio, alla logistica si chiede di essere rapida, affidabile e precisa. Kardex Remstar risponde a questa istanza con il suo nuovo magazzino automatico verticale buffer LR 35 progettato per accelerare il picking di piccoli componenti in magazzini di medio-piccole dimensioni con elevato throughput.

Abbigliamento, calzature, accessori e cosmesi sono tra i settori che più possono trarre vantaggio da questa tecnologia che spinge il business orientato alla multicanalità e all’e-commerce.
Il sistema LR35 di Kardex è in grado di gestire materiali diversi per dimensioni, forme e peso – dal tubino nero alla pochette in pelle alle decolté con tacco stiletto – prelevati velocemente e senza errori, in completa tracciabilità, assicurando un ambiente di lavoro ergonomico per gli operatori.

Oggi, davvero, l’e-commerce non è mai stato così fashion.


 

[td_text_with_title title=”Ottimizzazione magazzino” style=”style_2″ el_position=”first last” custom_title=”STAI PENSANDO A UN MAGAZZINO AUTOMATICO PER MIGLIORARE LE PERFORMANCE DEL TUO ECOMMERCE? CONTATTACI”]